Cessione del quinto: quasi 4 richieste su 10 per il consolidamento dei debiti.

I finanziamenti di cessione del quinto sono aumentati dell’11,6%.

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Cessione del quinto: quasi 4 richieste su 10 per il consolidamento dei debiti.

I finanziamenti di cessione del quinto sono aumentati, secondo dati ufficiali, dell’11,6%. L’importo medio chiesto è stato pari a circa 15.700 euro, con un piano di restituzione di 94 rate (poco meno di otto anni).

Chi richiede questo tipo di prestito ha uno stipendio medio di 1.513 euro e, nel 73,8% dei casi, a presentare domanda è stato un uomo. “La cessione del quinto è un prestito riservato a dipendenti pubblici, privati e ai pensionati; consente di ottenere importi con rata mensile sino a un massimo del 20% dello stipendio, un piano di restituzione tra i 2 e i 10 anni e un tasso di interesse fisso”, “caratteristiche che fanno di questa tipologia di finanziamento un prodotto particolarmente richiesto”. Analizzando 20.000 richieste di cessione del quinto presentate nei primi otto mesi del 2018, Facile.it e Prestiti.it hanno osservato che la finalità principale per cui si fa domanda è il consolidamento debiti (37,9%). Nella classifica delle finalità, la seconda più indicata è l’ottenimento di liquidità (33,9%) mentre al terzo posto si posiziona la ristrutturazione della casa (8,9%). Analizzando la provenienza delle richieste, la Lombardia è la prima regione italiana per numero di richieste; da qui provengono il 16,86% delle domande di finanziamento tramite cessione del quinto. Seguono in classifica il Lazio, con il 13,68%, e la Campania con il 9,61%. Dal punto di vista degli importi richiesti, invece, la classifica cambia e al primo posto si posiziona l’Umbria, dove si puntano ad ottenere in media 16.647 euro. Al secondo posto c’è la Sicilia (16.445 euro) mentre al terzo la Puglia (16.408 euro). “Il finanziamento mediante cessione del quinto prevede l’addebito della rata direttamente sullo stipendio o pensione del richiedente e, per ottenerlo, il cliente deve sottoscrivere una polizza vita obbligatoria; elementi che riducono sensibilmente il rischio di insolvenza da parte dei debitori”, spiega Bordigone. “Per queste ragioni i criteri di valutazione dell’erogabilità sono meno severi e il finanziamento può essere concesso anche a chi non possiede i requisiti di credito per ottenere prestiti personali, chi è stato segnalato ai Sic, chi ha subito protesti o ha avuto disguidi con altri prestiti”.

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