Pane e “latte” vegetale, QualeScegliere.it: autoproduzione vuol dire risparmio.

Il risparmio (per chi ha tempo da dedicare all’autoproduzione) sembra consistente

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Pane e “latte” vegetale, QualeScegliere.it: autoproduzione vuol dire risparmio.

Pane e latte? Li faccio in casa, specialmente se devo mangiare senza glutine o bere latte di riso. Il risparmio (per chi ha tempo da dedicare all’autoproduzione) sembra consistente: si va da dal 51% per il pane senza glutine al 49% per il latte di riso.

A fare i conti è l’Osservatorio Consumi di QualeScegliere.it, sito di recensione di prodotti e servizi, che ha analizzato l’autoproduzione e i suoi costi rispetto ai prezzi della grande distribuzione su due prodotti quali pane e bevande vegetali. Il risparmio c’è. “Sia per il pane che per il latte vegetale – dice l’Osservatorio di QualeScegliere.it –  l’autoproduzione comporta un risparmio annuale significativo, che diventa decisamente rilevante con due tipologie di prodotti, il pane senza glutine e il latte di riso. In entrambi i casi il costo dell’ingrediente primario è infatti molto più basso rispetto a quello del prodotto lavorato industrialmente”. L’analisi parte dalla considerazione che il consumatore è sempre più attento a prodotti particolari – vuoi per necessità, per moda o per scelta – come il pane integrale e quello senza glutine e come le bevande vegetali di soia, di mandorla e di riso. Il pane senza glutine, quello integrale e tutti i tipi di latte vegetale hanno però dei costi maggiori rispetto al latte vaccino e al pane bianco. Si possono produrre in casa – serve l’estrattore di succo per il “latte” vegetale – e l’indagine è andata alla ricerca del prezzo. Capitolo pane. L’Osservatorio è partito da tre città campione (Milano, Roma e Napoli) analizzando il prezzo medio al kg del pane bianco, integrale, senza glutine e in cassetta, calcolando la spesa media da sostenere per soddisfare le necessità di un nucleo abitativo composto da 4 persone che consumano 3 kg di pane a settimana. Per avere pane fresco tutto l’anno, si spenderanno 468 euro per il pane bianco, 546 euro per quello integrale, una cifra proibitiva di 1508 euro per chi ha necessità di mangiare pane senza glutine e, infine, 390 euro per il pane in cassetta preconfezionato. Se il pane si fa in casa, il risparmio è assicurato. L’analisi considera il costo degli ingredienti per un kg di pane (lievito di birra e farina dei diversi tipo) e include il costo della macchina per il pane (150 euro in media). Rispetto al prodotto industriale,  per il pane bianco si risparmia il 18% (spesa media annuale di 384 euro); il risparmio è del 20% sul pane integrale (435 euro), del 31,5% sul pane in cassetta e addirittura del 51% sul pane senza glutine – il costo si abbatte a 735 euro l’anno. Capitolo “latte vegetale. Il costo stimato si basa su un consumo di tre litri di latte a settimana. Comprando il latte di soia al supermercato si spendono 312 euro l’anno, per quello di mandorla 452 euro e per il latte di riso 296 euro. Fatto in casa, costa anche la metà. Includendo il costo dell’estrattore di succo (intorno ai 120 euro) per la bevanda di soia si ha un risparmio del 27% (spesa annuale 227 euro), per quella alla mandorla del 14% e per il “latte di riso” si arriva a un risparmio del 49% (spesa annuale 151 euro). Cosa fa la differenza ? Naturalmente il fattore tempo. Se infatti l’autoproduzione ha il vantaggio di permettere al consumatore di controllare gli ingredienti di base, e consente interessanti risparmi soprattutto per alcuni prodotti più costosi, bisogna investirci del tempo: sia per imparare a usare gli elettrodomestici (attenzione però: il pane si può fare anche a mano) sia per produrre concretamente pane e bevande. Non è la scelta principale per chi ha poco tempo a disposizione.

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