E intanto a Broadway c’è stata la miglior stagione teatrale della storia

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La stagione 2011/2012 di Broadway, il quartiere dei teatri di New York, è stata la migliore della storia. In meno di un anno gli spettatori sono stati 12,4 milioni, che hanno pagato per i biglietti 1,14 miliardi di dollari, corrispondenti a più di 900 milioni di euro.

Ciò conferma una notizia che abbiamo messo in evidenza qui su CustomerCareService lo scorso 4 dicembre (qui il link) e che riguardava il teatro italiano i cui spettatori nel 2011 hanno quasi raggiunto quelli del calcio. Evidentemente non si trattava soltanto di una (simpatica) anomalia del nostro Paese, ma si inserisce in un processo mondiale più vasto. Nell’epoca di internet e della moltiplicazione dei canali televisivi dovuta al digitale terrestre, la gente ama sempre di più vedersi gli spettacoli dal vivo.

I dati del record si possono trovare nel web sul sito della Broadway League, che è l’associazione che riunisce gli impresari teatrali newyorchesi (qui il link al sito web), riportati anche da giornali italiani come il Corriere della Sera (in un articolo del 10 dicembre dell’inviata Alessandra Farkas).

La sensazione che sia un fenomeno globale e non locale della città, si desume dalla provenienza degli spettatori: il 63,4%, cioè quasi 2 su 3, vengono da fuori New York, e di essi il 18,4%, quasi 1 su 5, sono stranieri.

C’è poi un altro dato interessante: il 67% delle presenze sonno state femminili.

Va detto che, grazie alle cifre che sono in gioco, le compagnie possono ingaggiare attori famosi del cinema e della televisione. L’ultimo di essi, in ordine di tempo, è stato Al Pacino, chiamato a rifare in teatro un testo di David Mamet, «Glengarry Glen Ross», che aveva già interpretato per il cinema nel 1992 (in Italia il titolo era stato «Americani») guadagnandosi una nomination agli Oscar.

Per il film il suo cachet era stato di 10,7 milioni di dollari, per il teatro verrà pagato 130˙000 dollari alla settimana, per ogni settimana in cui lo spettacolo rimarrà in cartellone (a partire dallo scorso 8 dicembre quando c’è stata la prima).

In questo modo si crea un circolo virtuoso, per cui grandi nomi attirano il pubblico, che paga molti biglietti, che consentono agli impresari di ingaggiare attori sempre più famosi.

Tutto dal vero, consentendo agli spettatori l’esperienza magica della presenza viva.

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