Sugar tax, Assobibe: inefficace per la salute, dannosa per l’economia.

Inefficace dal punto di vista della salute e della lotta all’obesità. E dannosa per l’economia.

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Sugar tax, Assobibe: inefficace per la salute, dannosa per l’economia

Inefficace dal punto di vista della salute e della lotta all’obesità. E dannosa per l’economia. Così Assobibe, l’associazione industria delle bevande analcoliche, commenta la possibile introduzione della “tassa sullo zucchero” o sugar tax.

La proposta, contenuta in un emendamento alla manovra di Bilancio, prevede una tassazione di mezzo centesimo per ogni grammo di zucchero presente nelle bevande. Una “tassa sulla Cola Cola” e simili, insomma, che nella lattina da 330 ml chiederebbe al produttore di pagare 8,5 centesimi di euro di tassa sullo zucchero. Col rischio concreto che aumenti il prezzo della bevanda. I consumatori sono d’accordo? Questo il sondaggio che Help Consumatori ha lanciato su Facebook per sondare l’opinione dei lettori. Ma sul tema c’è da registrare la presa di posizione dell’industria, che contesta il valore della proposta e denuncia il rischio per l’economia ma anche la sostanziale inefficacia del provvedimento per raggiungere l’obiettivo di contrastare l’obesità, specialmente quella infantile. Sostiene il direttore generale di Assobine David Dabiankov Lorini: “Il testo approvato dalla Commissione Finanze della Camera relativo alla tassa sulle bevande zuccherate rischia di creare danni al sistema economico e penalizzare i consumatori, che già pagano una aliquota IVA tra le più elevate in UE (in Francia ad esempio l’IVA sulle bevande analcoliche è pari al 5.5%). Così com’ è la proposta approvata potrebbe avere un impatto fino a 1€/litro di bevanda prodotta o venduta in Italia: un aumento del prezzo al consumo dal 135% fino al 300% nel caso dei prodotti di fasce di prezzo più basse, penalizzando in particolare le classi sociali più deboli”. Le stime, prosegue Assobibe, dicono già che ci sarebbe una contrazione dei consumo di oltre 5,5 miliardi di euro, un calo del Pil di oltre 4 miliardi, minori entrate Iva ed effetti sull’occupazione di un settore che, insieme all’indotto, coinvolte 60 mila lavoratori. A questo si aggiunge, prosegue Assobibe, il fatto che i consumi delle bevande gassate zuccherate sono già in flessione (meno 25% dal 2009) mentre le aziende continuano a fare investimenti in innovazione. Assobibe contesta anche il valore della sugar tax in tema di salute. Prosegue Dabiankov Lorini: “Nel nostro paese inoltre, solo l’1% delle calorie giornaliere (circa 10Kcal), deriva dal consumo di bevande gassate zuccherate.  Nei bambini la percentuale scende allo 0,6% pari a 10 calorie al giorno (Fonte: Ministero della Salute e ultima indagine nazionale sui consumi alimentari in Italia, INRAN-SCA/Leclerque C et al, Public Nutrition 2009). Nei Paesi dove è stata adottata una tassa sulle bevande, si è osservato un calo dei consumi nel primo periodo, seguito da un ritorno ai livelli precedenti e soprattutto ad un risultato nutrizionale ininfluente per alcune patologie multifattoriali quali obesità e altre. Parliamo di un taglio di 1, 4 o 7 calorie al giorno a persona (rispettivamente in Cile, Francia e Messico)”. In altri paesi che hanno una sugar tax, come Ungheria e Francia, l’obesità non è diminuita. Da qui la richiesta al Governo di respingere la proposta.

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