Ma i libri in Italia si vendono? C’è chi dice sì, c’è chi dice no…

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Al Salone del libro di Torino 2012, che si è svolto tra il 10 e il 14 maggio scorsi) si sono venduti moltissimi libri. A dirlo sono stai gli stessi editori presenti, che hanno riscontrato un aumento di vendite anche oltre il 10% rispetto al Salone 2011.

Ci sono però dei dati totalmente diversi, stilati dalla società di ricerche di mercato NielsenBookScan. Alla fine del 2001, si erano venduti il 3,5% di libri in meno rispetto al 2010. Nei primi 3 mesi del 2012 però le vendite sono peggiorate: -11,8% in valore. Una specie di cataclisma.

Chi ha ragione?

I dati degli editori sono stati raccolti a caldo il giorno stesso di chiusura del Salone, e pubblicati tra gli altri dal sito web GliAmantiDeiLibri. Sono quindi numeri bruti, che risultano in pratica dall’apertura della cassa per vedere quanti soldi c’erano dentro.

Lorenzo Fazio, il capo di Chiare Lettere, ha visto che c’erano gli stessi soldi del 2011, il che significa che ha venduto più libri perché i titoli migliori da lui pubblicati avevano quest’anno un prezzo di copertina minore che l’anno scorso.

Laterza e Sellerio le stesse cose:  guadagno uguale rispetto al 2011. Laterza e Sellerio dicevano le stesse cose:  guadagno uguale rispetto al 2011. Einaudi diceva di aver migliorato le vendite del 12% nella giornata di Salone di sabato 12 maggio. Rcs aveva già compiuto una minima analisi: stesse cifre il giovedì e venerdì, +10% il sabato.

L’analisi di Nielsen, pubblicata in sintesi sul sito web BooksBlog, andava più in profondità e non faceva nomi bensì considerava il sistema dell’editoria italiana nel suo complesso.

Risulta che nel periodo 1 gennaio/24 marzo 2012, le case editrici hanno incassato 276 milioni di euro. Nello stesso periodo del 2011 avevano incassato 313 milioni, ovvero l’11,8% in più.

Questo risultato ha una spiegazione immediata: il prezzo di copertina dei libri, anche delle novità e dei best seller «sicuri», è diminuito del 7% da un anno con l’altro – o meglio quasi da un mese con l’altro, perché l’analisi dei prezzi di copertina è stata effettuata tra l’ottobre 2011 e il febbraio di quest’anno.

Ma c’è anche una spiegazione più inquietante: sono proprio diminuiti i libri venduti. Nella prima parte del 2011 sono stati 23,7 milioni di copie, nella prima parte del 2012 sono stati 21,1 milioni.

Tutto ciò conferma le parole di Tullio De Mauro, che in un convegno aveva paventato per gli italiani il rischio dell’analfabetismo di ritorno (ne aveva parlato tra gli altri il Corriere della Sera online).

Decisamente non stiamo vivendo un bel periodo.

http://www.gliamantideilibri.it/archives/7964

http://www.booksblog.it/post/9901/salone-del-libro-di-torino-2012-i-libri-si-vendono-o-forse-no

http://www.corriere.it/cultura/11_novembre_28/di-stefano-italiani-non-capiscono-la-lingua_103bb0fa-19a8-11e1-8452-a4403a89a63b.shtml

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