La luce solare protegge dalle fratture ossee, i latticini no

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Un recente studio relativo all’assunzione di calcio attraverso i latticini ha stabilito che non protegge dalle fratture.

Per molti anni si è pensato che la robustezza delle ossa dei ragazzi dipendesse la una corretta e abbondante assunzione di calcio attraverso la dieta, ma uno studio recentemente pubblicato sulla prestigiosa rivista Archives of Pediatrics and Adolescent Medicine, ha permesso di stabilire che: «Calcio assunto attraverso l’alimentazione e latticini non proteggono nei confronti delle fratture da stress».

 Nel corso di tale questo studio sono state seguite per 7 anni 6˙712 ragazze in età adolescenziale, e sono stati rilevati il loro tipo di dieta, l’attività fisica che svolgevano e la comparsa di fratture da stress – una tipologia di infortunio che si associa tipicamente alla pratica di sport ad elevato impatto, come la corsa, in cui il continuo contatto traumatico con il terreno causa uno stress meccanico sulle struttura microtrabecolare dell’osso che può portare al cedimento dell’articolazione.

I dati raccolti non evidenziano effetti protettivi sull’osso, con riduzione del rischio di questo tipo di fratture, nelle ragazze con le più elevate assunzioni di latticini e calcio. Per contro, la vitamina D è risultata molto più protettiva protettiva, in quanto le ragazze che assumevano più vitamina D avevano un rischio dimezzato, rispetto alla ragazze con le assunzioni più basse. Ricordiamo che la vitamina D viene prodotta dal nostro corpo semplicemente con l’esposizione ai raggi solari: alla nostra latitudine è sufficiente l’esposizione di volto e le mani, per 20-30 minuti in orario diurno, 2-3 volte alla settimana.

jenny ruggeri

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