Anche in Italia i giovani possono salire al potere: abbiamo il Parlamento piu’ giovane dell’Occidente

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Il parlamento italiano eletto gli scorsi 24 e 25 febbraio è cambiato moltissimo rispetto a quelli che l’hanno preceduto. Solo 344 dei 965 rappresentanti del popolo, cioè il 35,6%, sono stati riconfermati, tutti gli altri sono cambiati dagli elettori. Soltanto nel 1994, cioè nelle elezioni immediatamente successive allo scandalo di Mani Pulite, si era avuto un tasso di rieletti minore, 23,7%. Grazie a tale ricambio radicale, adesso l’Italia si trova ad avere uno dei Parlamenti più giovani del mondo, con un’etа media di 45 anni alla Camera e 53 al Senato. Un altro cambiamento è l’aumento della presenza femminile, che adesso è del 31%.

 

È forse un primo segnale di sblocco della situazione sociale del nostro Paese. Se ne sentiva proprio la necessitа.

 

Lo studio sui rieletti è stato effettuato dal Cise, il Centro studi elettorali dell’universitа Luiss (qui il sito web). Il rinnovo degli eletti è stato provocato dal successo di preferenze del M5S di Beppe Grillo, che ha portato in Parlamento 163 persone che prima non c’erano mai state. Anche i 46 rappresentanti del Sel di Nichi Vendola sono tutti nuovi, così come 267 dei 412 eletti del Pd di Pier Luigi Bersani. Il partito più tradizionalista sotto questo aspetto è stato il Pdl di Silvio Berlusconi, che ha riconfermato 144 dei 199 suoi eletti.

 

Un meccanismo cruciale per il rinnovamento degli eletti è stato quello delle primarie: i partiti che non le hanno fatte sono quelli che hanno rieletto più persone.

 

Lo studio sulle etа e sulla presenza femminile lo ha effettuato la Coldiretti (qui il link all’articolo) che ha fatto confronti tra il nostro nuovo Parlamento è quelli di Francia, Germania, Gran Bretagna, Spagna e Usa.

 

Per l’etа media, i parlamentari italiani sono di gran lunga i più giovani – i deputati di 7 anni rispetto agli inglesi e i senatori di 9 anni rispetto ai francesi e agli americani. Per la presenza femminile, spagnoli e tedeschi ne hanno di più, ma le altre nazioni dell’Occidente avanzato ne hanno meno (i più maschilisti sono gli americani, che hanno il 18% di parlamentari donne contro il nostro 31%).

 

Nel commentare questi risultati il presidente di Coldiretti, Sergio Marini, ha notato che il ringiovanimento del Parlamento è un segnale fortissimo nell’Italia della gerontocrazia, dove «la classe dirigente è la più vecchia in Europa con una etа media di 59 anni, con punte di 67 anni per i banchieri, di 63 per i professori universitari e di 61 per i dirigenti delle partecipate statali».

 

La classe dirigente dell’ultimo ventennio si è dimostrata poco adeguata, e appena ne ha la possibilitа la gente tenta di mandarla in pensione.

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