Londra, l’esperimento sociale del mondo globalizzato

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A Londra sta succedendo qualcosa di enorme. Sta diventando la capitale non ufficiale del mondo globalizzato. Il 40% dei suoi abitanti attuali non è nato in città, e nemmeno in Gran Bretagna: viene dall’estero. È una quota superiore a quella dei britannici di pelle bianca residenti, molti dei quali non sono nati lì bensì provengono pure loro da altre zone, sebbene appartenenti all’isola inglese.

A Londra si parlano più di 300 lingue diverse oltre all’inglese, il che al giorno d’oggi non è così strano per un grande città, ovunque essa si trovi. Ma lì ci sono oltre 50 comunità etniche che contano ognuna più di 50˙000 persone, e questo sì è straordinario.

Già 40 anni fa, nel 1975, Londra era una delle più grandi città del mondo. Aveva 6,5 milioni di abitanti. Ma da allora non hanno fatto che aumentare. Oggi sono 8,6 milioni, e se l’aumento continua a questo ritmo diventeranno 10 milioni tra 10 anni.

La prima conseguenza è che servono nuove abitazioni: almeno 250˙000 (qualche dato lo si può trovare sul sito web IlNord, e ne ha parlato tra gli altri Enrico Franceschini su la Repubblica cartacea dello scorso 5 marzo). Così si è avviata la costruzione di 200 nuovi edifici di oltre 20 piani, cioè più o meno 70 metri di altezza.

Ma non bastano. Ci sono altri 50 progetti per edifici di oltre 40 piani, cioè 150 metri.

Ma non bastano, perché così saranno «soltanto» 137˙000 appartamenti. Se ne dovranno edificare di più.

La conseguenza prima di tutto ciò è un boom economico. Dove va la gente, vanno i soldi. Negli ultimi 4 anni il prodotto interno lordo di Londra è cresciuto del 12,5% l’anno.

Chi va per abitare, compra casa, e il prezzo medio di un appartamento negli 88 quartieri di cui è composta la città, è di 500˙000 euro. E questa cosa la possono fare i ricchi di tutto il mondo: il reddito medio degli stranieri che arrivano è superiore ai 50˙000 euro annui.

Se però si vuole l’appartamento in uno dei 10 quartieri centrali, lo si paga molto di più, l’ordine di grandezza è quello dei milioni di euro. E infatti chi va ad abitare lì ha un reddito di decine di milioni di euro l’anno – in media.

Chi va per costruire, sa che troverà lavoro con molta più facilità rispetto al resto della Nazione inglese, e di quasi tutta l’Europa. E altri andranno a Londra per vedere l’effetto che fa, per divertirsi, per fare i cervelli in fuga, ecc.

Da tutto il mondo.

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