Antitrust multa azienda di miele: richiama la Sicilia ma il prodotto è spagnolo

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Facevano credere che si trattasse di miele di Sicilia, ma in realtà veniva quasi tutto dalla Spagna. L’etichetta sul barattolo diceva miele «Perla dell’Etna», «Dai delicati e profumati fiori di zagara nasce il tipico miele fiori d’arancio Perla dell’Etna, con la sua tipica e naturale fragranza».

Ma solo in verticale, a caratteri estremamente ridotti, c’era la scritta: «Miele di origine: vedi capsula», sulla quale capsula era poi indicato che il Paese di origine del prodotto è la Spagna. Stessa dinamica per miele di castagno, eucalipto, millefiori e acacia. E ambiguità simile nel sito internet dell’azienda.

Sono le motivazioni per le quali l’Antitrust ha deciso di sanzionare la società Perla Alimentare S.r.l. per pratica commerciale scorretta. La multa è di 10 mila euro, ma l’interesse sta tutto nelle dinamiche che hanno portato alla sanzione. Il miele è stato infatti pubblicizzato, afferma l’Antitrust nell’odierno bollettino, presentandolo con precisi e ripetuti richiami alla Sicilia, «tali da trarre in errore i consumatori riguardo alle caratteristiche principali del prodotto, che, in realtà, è di origine spagnola – secondo l’indicazione riportata a caratteri minuscoli sulla capsula di ogni confezione».

Il consumatore viene indotto in errore dai continui richiami alla Sicilia.

L’Antitrust italiana opera dal 1990 ed è un’istituzione indipendente, che prende le sue decisioni sulla base della legislazione vigente, senza possibilità di ingerenze da parte del Governo, né di altri organi della rappresentanza politica. L’Autorità garantisce il rispetto delle regole che vietano le intese anticoncorrenziali tra imprese, gli abusi di posizione dominante e le concentrazioni in grado di creare o rafforzare posizioni dominanti dannose per la concorrenza, con l’obiettivo di migliorare il benessere dei cittadini.

Dal 2007, inoltre, è stato affidato all’Antitrust il compito di tutelare i consumatori dalle pratiche commerciali scorrette delle imprese e dalla pubblicità ingannevole. «L’indicazione d’origine del miele – spiega l’Antitrust – è riportata con inadeguata evidenza grafica per la defilata posizione assunta sulla confezione e l’evidente sproporzione dei caratteri utilizzati, in modo non idoneo a veicolare al consumatore l’effettiva provenienza del prodotto, non bilanciando i numerosi e maggiormente evidenti riferimenti all’area geografica siciliana».

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