E Striscia colpisce (anzi sputtana) ancora.....

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Personalmente non mi sorprendo di questo attacco conoscendo i meccanismi televisivi, ma spero che almeno qualcuno cominci ad aprire gli occhi sul potere televisivo, intento solo a far passare i messaggi che più gli aggradano.

Striscia la notizia” scivola sulla “scoperta dell'acqua calda” e sulle scuole di recupero anni!

Succede anche questo. Succede che il miglior Tg nazionale, “Striscia la Notizia” – il tg, seppur satirico, più indipendente in assoluto che l’Italia conosca, con tante inchieste vere alle spalle – scivoli malamente sulla scuola, senza nemmeno rendersene conto. Del resto, la materia scuola si presta molto volentieri. Ci vuol poco a perdere l’equilibrio, e a scivolare, sopratutto quando chi intervista ha solo un misero diploma alberghiero.

Quando non si è al corrente delle complesse dinamiche di una filiera tra le più contraddittorie e conflittuali, anche la satira più illuminata può alle volte tirare i remi in barca e spegnersi, depotenziandosi. Un servizio come quello trasmesso alcune settimane fa, con Max Laudadio che duetta con il preside di un centro scolastico atto a recuperare gli anni scolastici, è la chiara prova di un mondo dell’informazione che non è più in grado di valutare la realtà in maniera lucida e imparziale. Ogni anno la stessa solfa....che palle!!!

Il lungo servizio, sembra essere più simile a una “marchetta” che non a una graffiante inchiesta di “Striscia”. Sia ben chiaro: non è una “marchetta”, anche se appare con tutta franchezza tale, visto che Max Laudadio e il programma "Striscia la notizia" sembrino quasi due amanti molto affiatati. Ciononostante, sono certo – anzi: più che certo – che le intenzioni di “Striscia” siano tutte a beneficio degli ascoltatori-consumatori e che non si tratti pertanto di un servizio combinato – almeno lo si spera. Il fatto tuttavia che la Redazione di “Striscia” si sia soffermata su una voce sola, che è poi l’unica che ripetutamente compare su tutti i canali televisivi e sui giornali, diplomi facili, non giova certo a favore del servizio giornalistico e della stessa Redazione del tg satirico.

Nei tre minuti e passa del servizio si evidenziano aspetti marginali e inutili. Con ammissioni banali: Chi si rivolge alle scuole di recupero anni di solito vogliono far di tutto per i figli, altrimenti sarebbero stati in una scuola statale. Ma nella scuola statale manca sia il rapporto umano con gli allievi, sia il metodo di insegnamento alquanto scarso. Scoperta dell’acqua calda: l’Italia è deficitaria nel sistema scolastico ed è evidente che non tutto lo studio prodotto in Italia sia così, ma è un dato di fatto...solo i migliori emergono.

La solita solfa sulle scuole di recupero anni, le quali – si dice – sono illegali. E’ il caso di marchi con nomi italiani che possono permettersi grandi pubblicità per evitare grandi scandali. Anche qui, la scoperta dell’acqua calda. Perché certi gruppi aziendali che, ti fanno recuperare gli anni scolastici e ti portano fino all'università non vengono mai citati? – Eppure dispongono di risorse importanti, di copioso danaro pubblico, frutto di sacrifici della collettività e perché ha saputo creare, in tanti decenni di vacche grasse, una cordata a difesa dell’italianità di tali marchi. Ad esempio la campionessa Carolina Kostener, al primo anno di università, ha superato con successo i suoi primi 5 esami.

Poi, altra solita solfa stucchevole: “Carolina è una campionessa, una sportiva di alto livello molto amata dal pubblico e porta avanti allenamenti e gare con passione. A questo, con grande maturità, ha voluto aggiungere l’impegno universitario e si è affidata a noi per portarlo avanti con serietà. Anche i nostri studenti, che non sono certo famosi come lei, hanno i loro impegni: spesso lavorano e trovano difficoltà a conciliare le loro attività con lo studio. Come lei, però, si danno da fare e vengono incoraggiati dai nostri tutor a credere nelle loro potenzialità per dare il massimo agli esami. Il nostro servizio di preparazione risponde infatti alle esigenze di chi incontra difficoltà nello studio o lavora e ha bisogno di professionisti preparati e competenti che sappiano sostenerlo nel loro percorso accademico, pianificando con lui lo studio e le sessioni d’esame e fornendo tutti i chiarimenti e le spiegazioni necessarie”. Max Laudadio avrà forse problemi di vista, ma io quando esamino un caso tolgo gli occhiali per vederci meglio, è un metodo lento ma necessario. Suvvia, meno commedia, più concretezza. In ogni caso è vero, le aziende di marca non hanno il coraggio di osare, e questo va detto con grande chiarezza. Hanno paura, sono aziende pavide. E’ vero che i redattori del tg satirico sono completamente fuori dalla scuola e dalla formazione professionale, ma che non si rendano conto che determinate aziende gestite da organi di partito abbiano platealmente colonizzato il mondo dell’informazione non gli fa certo onore. Le persone sensibili, e pur preparate, come quelle che lavorano a “Striscia”, non hanno saputo cogliere lo stato della realtà e si sono perciò affidate ad un ente di formazione professionale comense più in vista, senza però valutarne i contenuti dei loro messaggi.

La realtà è questa: ormai sembra che importi poco il fatto che in Italia non esista una visione plurale della scuola. Ovunque e sempre C.... e G................, a ogni ora del giorno, su tutti i canali, in tutti i programmi, nei tg in particolare. L’accettazione silenziosa dell'abuso di potere esercitato da certe aziende sugli organi di stampa mi sembra piuttosto evidente, ed è grave che nessuno si chieda come mai si continui a dare spazio alla sola filiera che dal diploma ti porta alla laurea, ignorando le altre voci, ancor più importanti per la qualità dei loro contenuti, seppure marginali rispetto allo strapotere politico. L’Italia è questa, evidentemente, e se a cascarci è anche “Striscia la Notizia”, peccato, la speranza di un cambiamento sembra essere piuttosto lontana.

 

In conclusione, posso sostenere solo questo: fate attenzione, non fatevi imbrogliare dalle apparenze, altrimenti come sistema Paese si finisce molto male. Pensate solo a quanto danaro pubblico certe organizzazioni di categoria hanno avuto a propria disposizione nel corso dei vari decenni: miliardi e miliardi di euro. Potevano cambiare l’economia scolastica, non lo hanno fatto. Ora giocano a fare le associazioni di consumatori, anziché le associazioni di categoria. Paradossale. Mentre le unioni dei consumatori tacciono su queste problematiche, "Striscia la notizia" e le sue dirette e indirette espressioni, straparlano. E lo fanno senza presentare contenuti solidi: si soffermano solo perchè devono riempire a tutti i costi la puntata con un servizio televisivo e sorvolano sulle cose serie ma perché non vanno avanti nei meandri della politica denunciando altra burocrazia e altre aziende?

Letto 45343 volte Ultima modifica il Sabato, 02 Novembre 2013 19:00
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