Da tempo la questione sicurezza è al centro dell’attenzione per i numerosi episodi accaduti in varie parti d’Italia ed anche nella nostra bassa bergamasca che hanno coinvolto nomadi ed extracomunitari.Il governo interviene con una serie di misure, alcune utili, altre meno ed altre che si riveleranno controproducenti. L’introduzione del reato di immigrazione clandestina ad esempio non può funzionare né da deterrente né da cura, ma avrà come unico effetto un ulteriore appesantimento ed ingolfamento del sistema già gravemente malato della giustizia e delle carceri italiane. Si introduce anche una grande sanatoria che dovrebbe andare a regolarizzare le badanti; ma siamo sicuri che siano tutte badanti? E soprattutto perché le badanti si e gli altri lavoratori no?Anche a Treviglio la situazione non è delle migliori, con qualche migliaio di clandestini e nomadi, che colpiscono – notizia di settimana scorsa – non solo in città ma anche fuori.Da alcune settimane sosta in zona industriale a fianco della piattaforma ecologica di via sant’Eutropio una comunità di alcuni nomadi formata da alcune roulotte e qualche baracca in legno. Viene spontaneo chiedersi come mai questi signori non occupino l’area loro riservata in via Calvenzano, che è dotata dei necessari servizi. Invece in questo caso si occupa un intero parcheggio a scapito di lavoratori e clienti della zona industriale, si creano allacciamenti ad acqua, elettricità, fogna quantomeno precari, ma soprattutto, legali? Il disordine, le baracche, materiali vari contribuiscono inoltre a recare danno al decoro pubblico.Abbiamo probabilmente la fortuna di avere un campo regolare in cui dovrebbero stare, il perdurare di situazioni come questa invece non può certamente migliorare la già difficile convivenza. Nessuno vuole persecuzioni o azioni dimostrative, ma si chiede solo il rispetto della legalità nell’interesse di tutti.

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