Il rincaro dei prezzi non fa diminuire l’attenzione nei confronti della qualità e gli italiani sono tra i più sensibili in Europa alle caratteristiche del cibo nel carrello, con ben il 97% che hanno acquistato prodotti locali per garantirsi freschezza, genunità e minori intermediazioni, l’84% a denominazione di origine controllata(Dop/Doc), il 79% prodotti biologici e il 66% quelli garantiti per l’assenza di organismi geneticamente modificati. È quanto emerge dall’indagine Swg Le opinioni di italiani e europei sull’alimentazione recentemente presentata al Forum di Cernobbio organizzato dalla Coldiretti e Studio Ambrosetti. Gli italiani riscoprono il legame con il proprio territorio e si rifugiano negli alimenti prodotti nella zona in cui vivono, con il 97% che consuma prodotti locali e 2 italiani su 3 lo fanno con regolarità. Nello stesso tempo si registra una crescita consistente del consumo di prodotti di origine controllata e protetta (Doc/Dop) che, incamminati su un trend di consumo in costante aumento, toccano quest’anno il picco dell’8%.C’è un numero crescente di consumatori su scala mondiale che vuole acquistare prodotti freschi, naturali, del territorio, che non devono percorrere grandi distanze con mezzi inquinanti e subire i lunghi tempi di trasporto prima di giungere sulle tavole. Anche il consumo di prodotti biologici prosegue il costante trend ascendente: il 79% degli italiani mangia bio con una correlazione positiva con il grado di istruzione. Gli alimenti OGM free rientrano nel paniere alimentare di 2 italiani su 3 e sono in costante aumento soprattutto tra giovani e laureati più che dagli anziani e hanno una maggiore penetrazione nelle città di media grandezza piuttosto che nei piccolissimi centri. I consumatori dei maggiori Paesi europei mostrano una forte predilezione per il consumo di prodotti (96%) della zona in cui vivono, che avviene con regolarità da parte della maggioranza dei cittadini francesi, tedeschi e spagnoli mentre il consumo di alimenti di origine controllata e protetta (68% in media) nei maggiori Paesi europei è meno diffuso che in Italia.I vicini europei sono, invece, maggiori estimatori dei prodotti biologici rispetto ai consumatori di casa nostra e l’85% dichiara di consumarli, con la penetrazione più elevata che si registra in Germania, dove il 93% mangia bio. Per i prodotti OGM free, il tasso di consumo registrato in Italia risulta leggermente superiore a quello dichiarato dai vicini europei (60%). L’Italia può vantare i primati raggiunti sul piano della qualità, sicurezza alimentare ed ambientale dall’agricoltura nazionale con la leadership nazionale di ben 163 denominazioni di origine italiane riconosciute nell’albo comunitario sul totale di 756 (21,5%) e il fatto che unimpresa biologica europea su tre è italiana (37,7%), mentre la superficie nazionale coltivata a biologico rappresenta più di un quarto (27,7%) del totale coltivato a livello Ue, senza dimenticare il divieto sancito a livello nazionale di coltivare produzioni biotech. Ma lItalia presenta anche il record assoluto del 98,5% dei campioni di frutta e verdura con residui difitofarmaci al di sotto dei limiti di legge, che conferma gli ultimi risultati pubblicati dalla Commissione Europea dai quali emerge che la frutta e la verdura Made in Italy sono le più sicure in Europa con una presenza di residui chimici nettamente inferiore a quella di altri Paesi produttori dove le irregolarità rilevate per i prodotti alimentari sono superiori di tre volte in Germania, quattro volte in Francia e Spagna e di oltre 6 volte in Olanda.

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